

Abbiamo avvertito la necessità di analizzare un altro problema del nostro Ateneo (e non solo), il passaggio dalla laurea triennale alla laurea Specialistica. Spesso questo periodo di transizione si materializza in una vera e propria anomalia, analizziamo le varie fasi per vedere cosa avviene. Ad esempio: completo gli studi della triennale e mi laureo nei tempi previsti, penso di continuare il mio percorso accademico iscrivendomi alla specialistica ed è tutto ok; le statiche ahimé ci dicono che la maggior parte degli studenti non si laurea nei tempi programmati ed allora scattano meccanismi inefficienti e a volte perversi. Continuiamo l’esempio, se mi laureo entro Novembre mi iscrivo alla specialistica ugualmente e se mi laureo dopo? Se mi laureo a Dicembre invece no! (può variare dalle Facoltà) Non posso iscrivermi alla specialistica ma mi è consentito seguire i singoli corsi e sostenerne gli esami previo pagamento di bollettini in base al reddito. Fin qui sembrerebbe tutto ok, anzi potrebbe sembrare una bella agevolazione per questi studenti ma non lo è! Il punto critico consiste nella inapplicazione delle nome sul Diritto allo studio, questi nostri pseudocolleghi sono “studenti di fatto”, vivono tra noi con le stesse nostre esigenze, mangiano, dormono, studiano eppure non sono considerati relativamente al Diritto allo Studio. Nonostante in base al loro reddito e merito siano meritevoli di politiche assistenzialistiche in concreto non hanno accesso ad: tesserino mensa, alloggio, borsa di studio, contributi erasmus e via dicendo. Eppure questi signori sono in tutto e per tutto equiparabili agli alti studenti per quanto detto su e perchè pagando i loro (anche salati) bollettini contribuiscono ai costi dell’Unical. A chi non ha la possibilità di mantenersi gli studi chi ci pensa? Una studentessa del Des che ora è fa parte di questa fattispecie ibrida: “mezzo-studente e mezzo-non”, in una occasione mi disse: mi sta costando più un anno di specialistica che quattro di triennale, non posso avere nemmeno il tesserino della mia ormai conviviale mensa”. Non è finita qui, abbiamo ancora un altro aspetto meno grave ma altrettanto negativo della vicenda; studiando economia ho fatto mio il concetto di “efficienza” in quanto ad ottenere un dato risultato con il minor apporto di risorse, il tempo come sapete è una risosa, dite voi a che c’entra? Ebbene questo sistema genera funzioni latenti, i laureandi sono incentivati a laureasi nella “sessione utile”, cioè sono pure disposti, per evitare penalizzazioni e continuare a godere dei diritti riconosciutigli, a dilatare i tempi di laurea al fine quindi di laureasi “quando conviene”. Con questa analisi invito il Centro residenziale a riflettere su questo tema, dal canto nostro c’impegniamo ad avanzare successivamente proposte concrete e ponderate a questo quesito.
Studente di Economia Aziendale
Marco Palato