Elezioni politiche, molti studenti non sanno chi votare


A poco più di un mese dalla consultazione popolare risulta evidente l’indecisione in merito alla scelta politica
uploaded_image


E’ stata nella mattinata del 24 gennaio scorso, che il sogno di Romano Prodi si è definitivamente infranto con la sfiducia del Senato, davanti all’implacabile concretezza dei numeri ( 161 i no, 156 i si ) e sempre nello stesso giorno il leader dell’ Unione, recatosi al Quirinale, ha consegnato le sue dimissioni direttamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo la caduta del premier, tutti gli schieramenti politici sono scesi nuovamente in campo per le prossime elezioni 2008, facendo scattare la fatidica ora del tutti contro tutti. Alle prese con la riorganizzazione dei propri programmi, tutti sono pronti per intraprendere quella lunga, e a tratti estenuante, battaglia elettorale. Le piazze ritornano a riempirsi, si riattiva la passione degli attivisti e dei candidati, ritorna il piacere del duello e per un po’ ci si dimentica della tragedia che la politica italiana ha alle spalle. Il 13 e il 14 aprile sarà il giorno della grande sfida: Silvio Berlusconi contro Walter Veltroni, il Partito Democratico ( Pd ) contro il Popolo della Libertà ( Pdl ). Nel frattempo mentre le nostre città si rivestono ancora una volta dei classici cartelloni propagandistici, con le solite facce, tra vecchi slogan che sanno eccessivamente del già sentito dire, ascoltando un campione di 30 nostri studenti risulta evidente la loro indecisione in merito. A poco meno di un mese e mezzo dalle elezioni, la maggior parte (18 degli intervistati) non sa ancora chi votare, perché ancora troppo delusi da un centro sinistra poco coalizzato e per niente entusiasti di un centro destra poco innovativo, ma in questa perplessità dilagante, quasi contagiosa, il Pd sembra avere la meglio (5 degli intervistati). Fermi sulle loro posizioni sono invece, coloro che hanno deciso di astenersi (7 degli intervistati), per tutto quello che hanno visto negli ultimi anni, sono tutti quelli che hanno deciso di usare l’ arma del voto in maniera negativa, impegnando la giornata elettorale a fare ben altro: questo rifiuto verso la politica non sembra affatto un fenomeno passeggero ma quasi una decisione finale, non più ulteriormente rinviabile, un gesto quasi disperato per dimostrare il completo disgusto verso il fallimentare operato del sistema. I nostri studenti ritengono di non trovare delle significative differenze tra i partiti, insistendo tra l’ altro sul fatto che nessuno è realmente in grado di risolvere l’ urgenza dei nostri problemi contemporanei, quali l’ aumento dei salari, la sicurezza sui luoghi di lavoro, il problema della tasse. Alcuni promettono di ritornare a votare solo e se si decideranno a modificare la legge elettorale, altri invece minacciano di non recarsi più alle urne fino a quando non si effettuerà un vero e proprio ricambio generazionale.(la provincia cosentina)



Articolo tratto da: Giosef Unical Portale - http://giosefunical.altervista.org/
URL di riferimento: http://giosefunical.altervista.org/index.php?mod=read&id=1204542439